giovedì 24 maggio 2012

NON SE NE PUO' PIU' (2) - Cambiamento? Non basta la parola...

Proseguiamo, come promesso questo interessante/illuminante elenco. Perchè, come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti...

Un uomo d'alto bordo: un uomo che possiede uno scafo d'altura
Una donna d'alto bordo: una mignotta

Un tenutario: un proprietario terriero
Una tenutaria: una mignotta

Un passeggiatore: un uomo che cammina
Una passeggiatrice: una mignotta

Uno steward: un assistente di volo
Una hostess: una mignotta (nella considerazione di molta parte del pubblico maschile degli aeroplani, o dei congressi)


Un uomo con un passato: un uomo cha ha avuto una vita, in qualche caso non particolarmente onesta, ma che vale la pena di raccontare
Una donna con un passato: una mignotta

Un maiale: un animale della fattoria
Una maiala: una (infedelissima) mignotta

Un cane: un amico fedele
Una cagna: una mignotta

Un lupo: un animale feroce
Una lupa: una mignotta

Uno squillo: il suono del telefono
Una squillo: una mignotta

Un maitre: un grande pittore, un intellettuale di riferimento
Una maitresse: una mignotta
                                                                                       
Un uomo da poco un miserabile da compatire
Una donna da poco: una mignotta (che pratica tariffe economiche)
(segue)
(alla prossima per qualche - amara? - conclusione)                                    

domenica 13 maggio 2012

NON SE NE PUO' PIU' (1) - Cambiamento? Non basta la parola...

 Abbiamo iniziato a camminare, sì.  Un passo avanti e due indietro, c'è molta strada da fare.
 Molte occasioni perdute. Per esempio? Per esempio insistiamo (insistono) a proporre cosciotti di ragazza accanto a Brune e Frisone (parliamo di mucche...) o tranci di prosciutto!!! 
E' successo a Cibus, dove, che peccato, ancora si prendono le misure alle standiste, si scelgono, si fotografano e si espongono!!!



Che peccato. Siamo certi che - a parte qualcuna che forse ha colto l'occasione per ampliare il portafoglio clienti del mestiere piu' antico del mondo - gran parte di loro meritava un ruolo diverso, poteva offrire un'immagine e una professionalità diversa. Magari accanto a ragazzi (almeno la par condicio!!!) che potevano ugualmente essere scelti e prescelti nel ruolo di standisti...
 E' tempo di cambiare. Ma è anche tempo di chiedere, di imporre il cambiamento. E' tempo di non accettare. Di dire no. 
Perchè ad essere confuse con una chianina o un cartoccio di prosciutto ci vuole niente. Solo una parola: come ci ricorda in questo elenco divertente (e drammatico...;)) Stefano Bartezzaghi, nel suo libro dei tormentoni dal titolo "Non se ne puo' piu'" (e mai titolo potrebbe essere piu' adeguato!!!)
 Citiamo:
Il clichè "Voglio essere rispettato come professionista e come uomo", voltato al femminile non suonerebbe alla stessa maniera...
Fateci caso:
Un cortigiano: un uomo che vive a corte

Una cortigiana: una mignotta
Un massaggiatore: un cinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta
Un professionista: un uomo molto pratico del suo mestiere
Una professionista: una mignotta
Un uomo di strada: un uomo del popolo
Una donna di strada: una mignotta
Un uomo del popolo: uno schietto popolano
Una donna del popolo: una mignotta
Un uomo senza morale; un pragmatico
Una donna senza morale: una mignotta
Un uomo pubblico: un uomo in vista
Una donna pubblica: una mignotta
Un segretario particolare: un portaborse
Una segretaria particolare una mignotta
Un uomo facile: un uomo senza pretese
Una donna facile: una mignotta
Un intrattenitore: un uomo dalla conversazione divertente
Un'intrattenitrice: una mignotta
Un adescatore: un uomo che sa convincere gli altri
Un'adescatrice: una mignotta
Un uomo disponibile: un uomo gentile e premuroso
Una donna disponibile: una mignotta
Un uomo sportivo: un uomo che si tiene in forma
Una donna sportiva: una mignotta
Un cubista: un uomo che dipinge alla maniera di Picasso
Una cubista: una mignotta
(segue)

mercoledì 28 dicembre 2011

AL 2012! di Rita Guidi



 Un pensiero, una riflessione, una citazione perfetta per il Nuovo Anno.
 Un brindisi a un 2012 che ci apra gli occhi sull'orrore di ogni schiavitu'.
 Che ci aiuti a scegliere: di liberarcene.



"Quando vedo le parlamentari che dal loro burka di silicone si lanciano in crociate contro le donne che portano il burka di tela penso sempre, ..., che si tratta di due diverse prigionie accomunate dalla volontà di assecondare lo sguardo altrui. In un caso è desiderabile per le sue virtù una donna coperta, nell'altro - per altre virtù - una donna scoperta che risponda a certi criteri estetici dominanti. E' una subordinazione, una perdita di libertà in ogni caso. In verità la chirurgia estetica prima di seminare un certo gusto ha seminato, massicciamente, disgusto. Disprezzo per il proprio corpo avvertito come inadeguato al bisogno di consenso. "Il prodotto più importante dell'industria cosmetica è la vergogna di sé stessi"... I belli si guardano di più, in Cina con lineamenti occidentali si ottengono aumenti di stipendio fino al 30%. L'odio verso il proprio corpo, quello arrivato in dotazione dalla natura, è il prodotto di maggior successo esportato dall'occidente nei paesi in via di sviluppo."

da "Così è la Vita, Imparare a dirsi addio", Concita de Gregorio, Einaudi 2011.

venerdì 17 giugno 2011

DONNE E CAMMELLI



Un esotico adagio dice più o meno così:
“Sotto il sole del deserto, il cammelliere prepara i suoi piani. Lo fa anche il cammello”
Ragazze, spiace dirlo ma quel cammello siamo (anche) noi ;)…
Nessuna offesa, dài, perché non è solo un male: non lo è se ci accorgiamo di essere troppo spesso guidate e sfruttate da dei “cammellieri” (che eufemismo, eh?), e soprattutto non lo è se ci rendiamo conto che, appunto, i “piani” possiamo farli anche noi. Eccome.
 Perché è vero che qualcosa si muove, ed è vero che c’è una rivoluzione culturale e sociale profonda che sta crescendo dal basso (e di nuovo, ahimè, in basso ci siamo noi…;)).
 Lo ha ripetuto in occasione della presentazione del suo libro “Brutte notizie. Come l’Italia vera è scomparsa dalla tv” (Feltrinelli), Maria Luisa Busi.
Un incontro prezioso, con un volto noto del tg, che ha avuto la forza e il coraggio (tutto femminile?) di scegliere di continuare ad essere e fare la giornalista, e non la velina al servizio di un qualche cammelliere.
 “Non capisco perché in tv dobbiamo andare in giro in sottoveste anche a gennaio – ha sorriso la Busi – e nemmeno perché dobbiamo spendere quasi due minuti per parlare dei cigni intrappolati nel ghiaccio di uno zoo e riservare pochi secondi agli scioperi dei lavoratori della Sardegna. La Regione che conta quasi il 50% di disoccupati tra i giovani”.
 Non lo sapevate? E non sapevate che a L’Aquila ci sono ancora migliaia di persone senza casa e senza speranza? O che quelle costruite in  fretta a carissimo prezzo hanno già delle crepe? Certo, la Rete parla, anche se a gridare è il messaggio del “va tutto bene” “siete tutti felici”, insiste la Busi.
Se siete donne, poi… Avete le gobbe? Ai cammellieri non serve (né interessa) niente di più.

sabato 14 maggio 2011

E PUR SI MUOVE...

                                                                                                 
                                                            "Il cielo stellato sopra di me,
                                                              la legge morale dentro di me" (Kant)


 Ci sono cose che sembrano non accadere per caso... Piccoli segnali incoraggianti...
 Per esempio. Uno degli ultimi libri che ho letto e mi è piaciuto davvero (sì, sì, ve lo consiglio) è "L'energia del vuoto" di Bruno Arpaia. Una storia che unisce letteratura e scienza (come forse sempre dovrebbe accadere?), che regala il piacere del dubbio, apre a nuove curiosità.
 Ebbene, che c'entra? C'entra (come in fondo tutto c'entra) perchè ho avuto la fortuna di assistere anche alla presentazione del libro, qualche giorno fa. Un modo per ripescarlo e conoscere l'autore, dopo averlo letto. E la cosa bella è che di nuovo sono uscite tante cose grandi, curiose, interessanti. Non solo sul misterioso, affascinante, filosofico mondo della meccanica quantistica (della quale appunto si parla nel libro), delle sue ipotesi, delle sue domande/scoperte. 
 Soprattutto si è parlato del CERN (la protagonista è una studiosa che lavora lì), che è come un piccolo mondo. Perchè proprio lì, dove è stato realizzato il mitico LHC (l'acceleratore di particelle che sta consentendo di studiare i misteri dell'universo come dell'infinitamente piccolo), si è creata una sorta di società ideale.
 Non importa il Paese dal quale provieni. Meno che mai "chi ti manda". Non importa se sei Mario o Maria. Importa se sai e se sai fare. Se sei in grado di. Se meriti (davvero) di lavorare a quel progetto. 
 Ora. Forse questo non ha fatto notizia. Come non lo ha fatto (non più di tanto, no) che a capo dei progetti più importanti in corso ci siano 4 italiani 4. E che uno di essi è una donna: che al CERN - dove sono un attimino più avanti - non fa notizia. Ma lo fa per noi. 
Chiara Mariotti, coordina il Csm, cioè l'analisi dei dati (più attesi) sulla cosiddetta "particella di Dio", il bosone di Higgs, grazie al quale esiste la massa. Ovviamente non è la sola: le ricercatrici sono il 18%, ma ovviamente non è solo una questione di numeri...
Come dite? Che però abbiamo molte donne in Parlamento? No. 21,3% Ne abbiamo meno del Burundi (31,4%). (e parliamo di quantità, sulla qualità il discorso sarebbe terribilmente lungo...)
 Però siamo fiduciosi/e. Se non altro nelle mode: vi siete accorti che voler fare le veline pare sia "out"? Speriamo nei e nelle fashion-victim ;)...Ma soprattutto nel risveglio dei cervelli: che servono solo se aperti, come il paracadute (ok, l'ha detto Einstein).
 Come invece ha detto quell'altro grande scienziato prima di lui: "e pur si muove"... 
 E che qualcosa si muova, oggi, tocca a noi dimostrarlo.

lunedì 28 marzo 2011

POSSIAMO SEMPRE FARE QUALCOSA

"La vita umana è breve, ma io vorrei vivere sempre"
Yukio Mishima


Questo blog non nasce solo dall'urgenza di un difficile momento storico, ma anche da una assoluta certezza, una profonda convinzione: che possiamo sempre fare qualcosa. Che ogni nostro gesto, ogni nostra scelta, ogni nostro si o no, non sono mai neutri, ma costruiscono ciò che abbiamo intorno. Il nostro mondo vicino e lontano.
 "Quando una farfalla batte le ali a Tokyo, a New York piove"...: è il butterfly effect. Più che mai vero oggi, per i drammatici eventi che hanno colpito il Giappone.  Un Paese lontano, oltre l'oceano, oltre altri continenti...Eppure possiamo fare qualcosa: 
imparare, e dunque rifiutare fonti energetiche superate, ingestibili, troppo rischiose;
 rendere onore alle vittime e agli eroi: ricordare le vite spezzate da questa apocalisse naturale, e pregare per chi la propria vita (ma per dissennate scelte umane) la sta mettendo ora in gioco;
aiutare: come chiede questa mamma italiana che ora vive in Inghilterra ma che ha cresciuto le sue figlie nell'orizzonte distrutto di Sendai.
Una donna racconta, ascoltiamola




Sendai è la città dove Matilde e Giulia sono cresciute da bambine e dove la nostra famiglia ha abitato per undici anni e mezzo, se non eravamo in Europa. Poco a Nord di Sendai sono le spiagge dove le portavamo a giocare. Il terremoto e lo tsunami hanno colpito terribilmente quella zona, per non parlare del freddo e della minaccia nucleare. Anche se per ora tutte le persone a noi care sono vive, purtroppo i problemi non sono affatto finiti.
Peter ed io abbiamo sempre riconosciuto che crescere le nostre figlie in Giappone per molti aspetti è stato un privilegio, ma la verità che sta affiorando poco a poco riguardo al numero dei dispersi, morti e soprattutto orfani, per me è particolarmente dura, sia per via dei bei ricordi che abbiamo, che per via della familiarità sviluppata nel tempo con le persone, i luoghi, con i modi di comportarsi, la cultura, la lingua e tutto il resto.
Per tutti questi motivi e con il cuore in mano ho pensato di mandarti questo link:
accompagnato dalla preghiera di prendere in considerazione la possibilità di mandare un po' di aiuto per i bambini, ovviamente se non l'hai già fatto.
I servizi giornalistici qui parlano spesso di e con Save the Children e sono arrivata alla conclusione che 1) fanno un buon lavoro e 2) anche io dovevo fare qualcosa. Ho cominciato adesso con i miei contatti in Italia e vedrò cosa posso fare qui.
Però, per favore, cerchiamo di pensare in positivo, alle possibilità, ai miglioramenti, al potenziale. D'accordo?
Ciao,
Ornella

martedì 8 marzo 2011

8 MARZO 2011



Non chiederti cosa puoi fare tu 
per l'uomo.



 Chiediti cosa può fare l'uomo 


per te.